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La mappatura delle aree alluvionabili lungo i canali di bonifica della Lombardia

I risultati dell’indagine dei Consorzi di bonifica

Il dissesto idrogeologico è uno dei grandi problemi che affliggono il nostro Paese e la nostra regione, che presentano, per la loro particolare configurazione, una situazione idrogeologica e uno stato dei suoli particolarmente gravi e pericolosi. Da qui la millenaria azione dell’uomo che, per crescenti esigenze alimentari e necessità abitative, è intervenuto per combattere e modificare questa difficile situazione di partenza, con opere al contempo di regimazione delle acque, di difesa idraulica del suolo, di recupero all’agricoltura -tramite il drenaggio- delle zone con eccesso d’acqua e - tramite l’irrigazione - di quelle secche.

Negli ultimi anni le condizioni climatiche si sono caratterizzate per la compresenza di eccessi termici con difetto idrico in estate e forte piovosità nelle stagioni intermedie. Combinandosi con la difficile natura idro-geologica e orografica del territorio, esse formano un insieme decisamente favorevole a diffusi e persistenti fenomeni di disordine idraulico, evidenziato, nelle zone collinari e montane, da ampi fenomeni franosi, e, in quelle di pianura, da alluvioni e siccità.

Per far fronte alle mutate condizioni climatiche e ai conseguenti sempre più numerosi fenomeni di dissesto, l'Unione Europea ha emanato nel 2007 una apposita Direttiva, che è stata recepita in Italia nel 2010. La finalità è quella di conoscere, valutare e quindi intervenire in modo da diminuire drasticamente le alluvioni.

(art. 1) - FINALITA’; … istituire un quadro per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni volto a ridurre le conseguenze negative per la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche

(art. 6) - MAPPE DELLA PERICOLOSITA’ Gli Stati membri predispongono, a livello di distretto idrografico o unità di gestione … mappe della pericolosità da alluvione e mappe del rischio di alluvioni …

 

Incaricata di questa operazione è l'Autorità di bacino, che vi sta provvedendo insieme con le Regioni padane. Il 26 giugno durante il convegno “La difesa idraulica del territorio e la Direttiva Alluvioni 2007/60 dell’Unione Europea sono stati presentati i dati e le informazioni raccolte, non solo dalla Lombardia ma anche dall'Emilia, con cui URBIM ed i Consorzi hanno collaborato nella metodologia e nella rilevazioni.

Per la Lombardia la metodologia proposta ha tenuto conto delle informazioni disponibili presso i Consorzi di Bonifica e si è proceduto alla redazione di mappe della pericolosità idraulica in cui perimetrare aree di caratteristiche omogenee in cui vi sia una conoscenza di allagamenti storicamente accaduti.

Ciascuna mappa doveva riportare gli elementi elencati nel seguito:

1) frequenza

2) causa

3) altezza idrica

4) caratteristiche del deflusso

5) durata (opzionale)

6) reticolo

7) annotazioni (opzionale)

URBIM e i Consorzi di bonifica hanno svolto un’approfondita ricerca sulle situazioni di loro competenza, rilevando 34.000 kmq di aree a rischio alluvioni su 210 comuni.

Al contempo i Consorzi non sono stati "con le mani in mano": in questi anni hanno già attuato 20 interventi per un importo di oltre 40 milioni. Non solo, ma hanno anche provveduto a presentare alla Regione e, tramite l'ANBI che ha promosso questa azione su tutto il territorio nazionale, al Governo, 85 progetti cantierabili per 360 milioni di €. Comprendendo anche Associazione Irrigazione Est Sesia e Burana il totale dei progetti arriva a 117 per oltre 550 milioni di €.

Comunicato del Convegno

I risultati dell'indagine

 

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