torna alla pagina iniziale
Inaugurazione Canale Gronda Nord-Ovest

Canale gronda Nord Ovest

E’ stato inaugurato il 28 febbraio presso la Valle di Astino a Bergamo,  l’ultimo tratto del canale di Gronda nord-ovest, già roggia Curna.  

L’opera raccoglierà le acque provenienti dalla conca dei Colli e le convoglierà nel canale scolmatore della Roggia Serio.

Il progetto è stato realizzato attraverso i fondi del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 con la compartecipazione del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca.

Quest’opera storica vede oggi una nuova vita: da canale irriguo a gronda … oggi la nostra funzione non è più solo quella di portare l’acqua ma di levarla, rendendo possibile la salubrità del territorio”. Ha dichiarato il Presidente del CdB, Franco Gatti

La roggia Curna rappresenta un’eredità storica del territorio, voluta da Bartolomeo Colleoni nel 1475,  e una parte integrante di quel reticolo di rogge, di vie d’acqua bergamasche che hanno disegnato lo sviluppo urbanistico, agricolo, economico ed industriale di Bergamo nel periodo a cavallo tra la fine del medioevo ed il rinascimento.

Proprio in quegli anni in cui fervevano iniziative finalizzate a rendere competitiva l'agricoltura lombarda mediante l'esecuzione di importanti opere irrigue che avrebbero fatto scuola in tutta l'Europa anche il Colleoni aprì la via per dare nuovo impulso alle opere idrauliche nella provincia bergamasca con importanti realizzazioni e grandi intuizioni. Fu un epoca memorabile nella quale le Signorie lombarde sentirono bisogno di rendere fertile le loro terre col mezzo dell'irrigazione.

Il Colleoni iniziò ad operare affinché le sue estese proprietà potessero disporre di abbondante dotazione d'acqua al fine di incrementarne la fertilità e perché dal fiume Serio si estraesse acqua per una nuova roggia che denominò Borgogna ed ampliò e riorganizzò la Roggia Morlana rendendo possibile la derivazione dal fiume Serio e vettoriamento di un maggior volume d'acqua con il quale poter sostenere due nuove rogge da questa alimentate e denominate Roggia Colleonesca e Roggia Curna.

Per completare il quadro delle opere idrauliche realizzate dal Colleoni non si può dimenticare il grandioso progetto da lui ideato di realizzare un canale derivato dal Fiume Brembo che consentisse di risolvere il problema della irrigazione del territorio dell'Isola bergamsca, la cui soluzione si è concretizzata con la costruzione del Canale dell'Adda e dell'Impianto Pluvirriguo dell'Isola realizzato dal CdB della Media Pianura Bergamasca.

Le acque della Roggia Curna dopo aver superato la città di Bergamo rendevano possibile l’irrigazione di un vasto comprensorio, un tempo prettamente agricolo compreso nei comuni di Bergamo, Curno, Mozzo, Treviolo e Ponte San Pietro.

La proprietà fondiaria oltre all’uso irriguo dell’acqua pose le basi per lo sfruttamento dell'energia idraulica resa disponibile dalla riorganizzazione della rete dei nuovi canali irrigui. Mulini si diffusero lungo le rogge ed anche lungo la Roggia Curna sorsero numerosi opifici e mulini, che trovavano nelle acque della roggia la forza motrice per il loro funzionamento. Tali manufatti scomparvero con la progressiva urbanizzazione del territorio, alcuni di essi restano a testimonianza di un’epoca passata.

La Roggia Curna nell’attraversare un centro densamente abitato quale la città di Bergamo, in un'epoca in cui non esisteva certamente la distribuzione dell’acqua potabile né il colettamento delle acque reflue soddisfava anche necessità di vita quotidiana e l’allontanamento delle acque nere provenienti dagli insediamenti abitati.

Lo sviluppo disordinato delle nostre città e la forte espansone industriale unitamente alla mancata realizzazione di infrastrutture adeguate per la depurazione e allontanamento delle acque reflue e/o di colo hanno trasformato questi canali , un tempo sorgenti di vita, in putridi condotti di scarico per acque inquinate.

Il territorio pedecollinare compreso tra le rogge Curna e Serio ha costituito, fino agli anni 40-50, una zona eminentemente agricola, che riceveva le acque di sgrondo delle colline di Bergamo e Mozzo tramite la percolazione profonda e lo scorrimento superficiale assicurava lo smaltimento di tali acque che vi confluivano da monte così da funzionare da polmone di trattenuta e di rilascio delle acque libere di superficie.

L’urbanizzazione verificatasi a partire dagli anni 50 mutando sensibilmente la destinazione della zona da agricola a residenziale non solo ha eliminato la rete irrigua e di colo presente in tale territorio ma ha anche impedito il disperdimento delle acque di sgrondo comportando sia la sottrazione di ampi spazi verdi sostituiti da estese superfici impermeabili che l’aumento delle portate sgrondanti da tale ambito.

Negli anni '60 in relazione all’urbanizzazione del comprensorio e all'inquinamento delle acque la roggia Curna cessò di svolgere il servizio irriguo assumendo invece l’esclusiva funzione di canale di gronda, ossia di raccolta delle acque piovane provenienti dal territorio collinare. Dopo piogge di qualche rilievo, la roggia Curna nel tratto attraversante la Valle d'Astino tracimava sversando l’eccesso di portata nelle strade comunali ed allagando aree residenziali e commerciali nella zona ovest di Bergamo.

Il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca agli inizi degli anni ’80 promosse una serie di indagini conoscitive per predisporre le successive progettazioni di sistemazione idraulica del territorio; si interessò dei dissesti presentati dalla rete idrica di superficie esistente nel quadrante superiore nord-ovest provinciale esaminando le cause determinanti i ricorrenti allagamenti che ormai da diversi anni si verificavano nella zona pedecollinare di Bergamo.

Tale indagine condotta unitamente al  comune di Bergamo accertò che gli allagamenti trovavano origine dalla rottura dell’equilibrio esistente nel passato tra le acque libere di superficie provenenti dalle zone pedecollinari d Bergamo e Mozzo ed il loro smaltimento tramite la fitta rete idraulica irrigua di superficie un tempo esistente.

L’abbandono dell'uso agricolo del territorio pedecollinare inoltre aggravava ulteriormente le problematiche in essere a motivo della venuta meno della manutenzione dell’alveo della roggia Curna che nel corso degli anni veniva fatta oggetto di interramento. Il progressivo deposito di fanghi, terre e materiale vegetale trasportato dalle acque sgrondanti dalla collina aveva determinato la quasi totale scomparsa dell’alveo della roggia, che risultava ormai individuata in sito dalla presenza di f ilari di vegetazione antica e spontanea nata lungo i vecchi argini.

La ristrutturazione della roggia Curna in canale idraulico ha comportato il completo abbandono della funzione irrigua con l'assunzione di un’esclusiva funzionalità di canale idraulico di gronda a sua volta suddiviso in tronchi autonomi e funzionali facenti capo ad una serie di idonei scaricatori per il progressivo alleggerimento delle portate raccolte. Tali scaricatori a loro volta conferiscono le acque provenienti dalla roggia Curna ora Canale di Gronda Nord Ovest, nel Canale Scaricatore della roggia Serio al fiume Brembo, anche questa opera realizzata dal Consorzio negli anni ’80 con il preciso compito di mettere in sicurezza un comprensorio di circa 1.000 ettari agricoli e 1.740 urbanizzati, nel cui ambito ricade anche per intero il comune di Bergamo.

Nell'1987 -88 fu attuato il primo intervento; cui seguì nel 2001 la sistemazione del tratto di roggia Curna tra via Borgo Canale e via Longuelo costituente il I° e II° stralcio di Canale di Gronda Nord Ovest.

Il confronto collaborativo tra il CdB e il Parco dei Colli di Bergamo ha permesso di concordare l’attuazione di interventi tali da garantire la continuità eco-biologica e la permanenza della vita vegetale ed animale anche  durante gli interventi di pulizia dell’opera idraulica nonché il rivestimento delle sponde con pietra non stilata per rendere possibile l’insediamento vegetale ed animale. Sono stati attuati anche interventi per la rimodulazione delle scarpate in adiacenza al canale idraulico assecondando cosi l’andamento naturale del terreno e per la ricostruzione ed integrazione del manto vegetale lungo le rive.

La realizzazione l’ultimo tratto del canale di Gronda nord-ovest costituisce il III° stralcio funzionale di ristrutturazione della roggia Curna;  lo stralcio di lavori ha interessato uno sviluppo di circa 770 metri di roggia Curna ed ha previsto l’esecuzione di una platea in calcestruzzo armato mentre le sponde sono state rivestite in pietra locale ed annegate nel getto di calcestruzzo.

La sezione tipo assegnata alla ristrutturazione della roggia, avente una larghezza media di 2 metri e un’altezza media delle sponde pari a 0,85 metri, è tale da assicurare il vettoriamento di una portata valutabile  in 2 mc/secondi, calcolata per un tempo di ritorno pari a 100 anni.

Al fine di agevolare gli ntenrventi di manutenzione e pulizia del canale stesso, indispensabili per una corretta gestione dell’opera sono state realizzate due rampe di discenderia al canale in via del Cetro e via Astino.

Operazione preliminare alla ristrutturazione della roggia Curna è stata la riapertura della sezione originariamenteposseduta dalla roggia stessa di fatto quasi completamente interrata ed ostruita nel corso dell’ultimo cinquantennio, che ha comportato l'escavazione di circa 3.000 mc.

Essa ha reso possibile l’irrigazione di una vasta area compresa nei comuni di Bergamo, Curno, Mozzo, Treviolo e Ponte San Pietro, e data la sua forte connessione con il tessuto urbano ha assunto altre funzioni oltre a quella per cui era tata pensata.

L’inaugurazione di quest’opera è fondamentale per la sicurezza della cittadinanza e del territorio oltre che per il valore della Valle di Astino, uno dei luoghi più suggestivi del territorio, che rappresenterà Bergamo ad Expo 2015. Quest’opera si inserisce in una serie di interventi attuati dal Consorzio per la difesa idrogeologica del territorio, tra cui in particolare la Gronda Sud nel novembre 2012 e una serie di interventi di vasche di laminazione in fase di realizzazione nell'Isola Bergamasca e anche opere di prevenzione idrogeologica sul Cherio.

Documentazione fotografica

 

URBIM - via F. Filzi, 27 - 20124 Milano - Tel. 02.58325177 - Fax 02.58430655 - urbim@urbimlombardia.it