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Ricerca, sperimentazione e nuove tecnologie: Le vie del riso: Uso plurimo dell'acqua e sviluppo sostenibile lungo gli assi Milano > Pavia-Vigevano-Abbiategrasso > Pavia-Chignolo Po- Lodi

A Pavia il 10 novembre URBIM ed i Consorzi di bonifica partner hanno presentato ai principali attori della filiera del riso il progetto “Le vie del riso, uso plurimo dell'acqua e sviluppo sostenibile”.

Le vie del riso si propone, concentrandosi sulla costruzione di circuiti ciclo-pedonali,  una strategia organica di valorizzazione e fruizione turistico-ricreativo-ambientale del territorio e delle risorse culturali e ambientali e di promozione delle produzioni tipiche locali, facendo perno sulla risorsa acqua e la rete di canali esistenti.

Il progetto prevede interventi di rinaturalizzazione delle sponde e degli argini che collegano gli abitati lungo i circuiti Milano-Pavia-Vigevano-Abbiategrasso da una parte, e Pavia-Chignolo e Po-Lodi dall'altra. In questo modo sarà possibile anche monitorare il territorio, valutando quali interventi attuare per il miglioramento della qualità delle acque, per la realizzazione di salti d'acqua finalizzati alla produzione di energia elettrica, per la riqualificazione architettonica delle opere irrigue (ponti, chiuse, impianti di sollevamento) o, ancora, per il collegamento ciclabile tra centri abitati vicini e con le aziende agrituristiche della zona.

Soggetti partner del progetto i consorzi di bonifica Est Ticino Villoresi, Muzza Bassa Lodigiana, Valle del Ticino e Associazione Irrigazioni Est Sesia.

L’ AMBITO TERRITORIALE

Il territorio considerato si estende nell’area sud-occidentale della Lombardia  compresa tra il Ticino, il Po  e l'Adda e percorsa da una fittissima rete di rogge e canali, tra cui spiccano il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese, il Naviglio di Bereguardo, la roggia Castellana e la Muzza.

L’area è fortemente caratterizzata dalla coltivazione del riso che, introdotto dagli Sforza nella seconda metà del Quattrocento, ha provocato profondi cambiamenti negli assetti territoriali e nel tessuto socio-economico. La sua coltivazione richiede infatti particolari condizioni: terreni bonificati e livellati, abbondante presenza di acqua diffusa in lunghi percorsi di rogge e canali, abbondante manodopera, ingenti capitali finanziari, grandi capacità imprenditoriali.

Queste condizioni hanno determinato il formarsi di un paesaggio e di una civiltà del riso, che ancora caratterizzano e distinguono questa dalle altre zone della Valle Padana.

Ne costituiscono i tratti salienti:

- la fittissima rete irrigua che, gestita dai consorzi di bonifica e irrigazione, porta l'acqua nei campi, aumentandone la produttività e disegnando il paesaggio;

- la diffusa urbanizzazione basata, con poche eccezioni, su centri piccoli e medi e numerose frazioni;

- la moderna agricoltura  fondata pressoché esclusivamente sul riso, sul mais e sull’allevamento bovino;

- il tessuto di piccole-medie industrie e di centri commerciali non ancora invasivo, tranne lungo alcune arterie stradali.

A fronte di elementi di positività, basati su un territorio ancora in buona misura rurale, sull’esistenza di tre grandi parchi (Sud Milano, Ticino e Adda Sud), su alcuni centri di eccellenza dal punto di vista artistico e turistico (Certosa di Pavia, Pavia, Vigevano, Lodi... ) e numerosi altri minori, sulla presenza di numerosi punti di interesse naturalistico ecc, stanno ampliandosi quelli negativi, che vedono una costante e progressiva crescita delle aree urbanizzate e un aumento delle infrastrutture stradali e del traffico, con conseguente perdita di ruralità e di naturalità.

GLI  OBBIETTIVI

L’inquadramento delle caratteristiche economiche e territoriali dell’area considerata, consente di definire una strategia delle “Vie del Riso” articolata in tre obiettivi specifici tra loro strettamente interdipendenti:

 L’economia del riso - Lambiente e il paesaggio - Le risorse del territorio                                                              ;                                        

Viene così individuato un percorso che parte dall’economia e dalla cultura del riso, il cui successo è stato determinato da una organizzazione innovativa di gestione di acque derivate dai grandi fiumi lombardi attraverso il fitto reticolo di canali e rogge che ha determinato la costruzione di un ambiente particolare  e di un paesaggio rurale che muta nel corso delle stagioni e che lascia rilevanti tracce nella cultura.

I circuiti, di una lunghezza complessiva di oltre 140 km, si svolgono lungo una serie di rogge e canali dei Consorzi di bonifica e permettono, attraverso una serie di interventi coordinati basati sull'uso plurimo delle acque:

a) la salvaguardia del territorio attraverso il recupero e la messa in sicurezza degli argini e la riqualificazione delle sponde

b) la valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio agricolo tradizionale attraverso la rinaturalizzazione dei percorsi e delle aree contermini:  quinte arboree, filari,  siepi...

c) la riqualificazione del patrimonio naturale, storico e architettonico delle opere attinenti al sistema irriguo (ponti, chiuse, impianti irrigui e di sollevamento...) e la visita verso attrattive monumentali e naturali, anche attraverso  la creazione di diramazioni e il recupero e l'utilizzo di strade interpoderali, 

d) la creazione di valide alternative per il collegamento ciclabile tra centri abitati, specie quelli posti in prossimità delle città (Pavia, Vigevano, Lodi)

e) la fruizione turistica e ricreativa attraverso la creazione di apposite infrastrutture: percorsi vita, aree attrezzate per la sosta, osservatori faunistici, percorsi botanici ecc

f) lo sviluppo  agricolo delle aree interessate, attraverso il raggiungimento delle aziende agrituristiche e delle fattorie didattiche

La programmazione e la gestione del Progetto consentono  di  coinvolgere l’ampio territorio di riferimento, mediante la realizzazione di una fitta rete proiettata nel tempo  di incontri, di dialogo e di collaborazione fra soggetti diversi, a partire dalle aziende e dalle associazioni risicole, dalle Camere di Commercio con i servizi a sostegno delle imprese e delle economie locali, dai consorzi di bonifica e di irrigazione che regolano i flussi delle acque  e dagli enti di governo del territorio (i Comuni con i loro Piani di Governo del Territorio  che definiscono anche le superfici agricole, le Province con i Piani di Coordinamento Territoriale, i Consorzi di gestione dei Parchi e delle aree protette …), nonché dalle fondazioni, associazioni e privati  proprietari o gestori  del ricco e diffuso patrimonio culturale,  dagli  operatori turistici, dalle scuole che già partecipano a progetti per la conoscenza dell’ambiente e, in particolare, del ruolo che le acque hanno nell’economia e nel paesaggio, e in genere dai cittadini tutti, per la creazione e il miglioramento della qualità della vita. 

Tale obiettivo è consolidato dalla volontà di raccordare “Le Vie del riso” ad  un contesto internazionale di conoscenza, di comunicazione, di visite, di eventi  e di scambi con le delegazioni straniere ospiti di “Expo 2015” in una duplice prospettiva: le tematiche agroalimentari del tema generale di “Nutrire il pianeta” e, più in generale, di un’economia e di un ambiente disegnato da modelli innovativi di  gestione delle acque.

Da qui, come sopra accennato, l’importanza della risicoltura in termini di spazio territoriale e di sviluppo socio-economico nell’area considerata. A questa coltivazione se ne affiancano altre (maidicole e zootecniche soprattutto), con produzione di prodotti tipici (Cipolla rossa di Breme, Salame e prosciutto d’oca di Mortara, Salam ‘d la duja, Gorgonzola, Taleggio, Grana padano, Raspadura, vini di S. Colombano ecc) che possono essere valorizzati dal progetto, inserendone le aziende nei circuiti turistici e didattici.

URBIM - via F. Filzi, 27 - 20124 Milano - Tel. 02.58325177 - Fax 02.58430655 - urbim@urbimlombardia.it